Parole Gentili

Storia di Zelda e della sua illuminazione -parte 2

Tutto ha un costo

Dopo una settimana faticosa in tutti i sensi, ecco che finalmente arriva il giorno della seconda lezione di yoga.
Zelda ci pensa dal momento in cui apre gli occhi e non vede l’ora di indossare la sua tuta bianca-ma-non-troppo e il mala comprato in un negozio che ha scovato in una traversa della via Appia. Sull’insegna c’era scritto “I viaggi dell’anima” e lei si era sentita fortemente attratta dall’odore degli incensi che diffondeva. Il proprietario, un gentiluomo affabile di una certa età che ogni donna vorrebbe come padre, l’aveva guidata a fare un giro delle vetrinette che racchiudevano statuine di elefanti sacri, raffigurazioni di Buddha e preziose campane tibetane. Infine le aveva consigliato l’acquisto di un mala “Si tratta di una collana di 108 grani molto utile durante la meditazione. Deve assolutamente averla”
Zelda aveva deciso di comprarlo anche se il prezzo le sembrava piuttosto elevato.
Del resto se vuole elevarsi e raggiungere piani più sottili non può mica farlo a basso costo!

Non cercare altro dall’ adesso

Durante la lezione Zelda si sente bene, riesce a fare gli esercizi con gli occhi chiusi, come chiede il maestro, senza dover sbirciare ciò che fanno gli altri. È sempre stata veloce ad imparare.
Ogni tanto accarezza il suo mala che è stato molto apprezzato dagli altri allievi. Il maestro invece non l’ha neppure notato.
Uno dei mantra che ascoltano durante la lezione le piace più degli altri perché la melodia è molto simile alla musica country e Zelda adora quel genere musicale. Vorrebbe tanto avere il cellulare tra le mani per attivare l’App che riconosce le canzoni ascoltate fornendo titolo e cantante ma naturalmente in sala non è permesso usarlo.

Proprio quel mantra è il primo insegnamento che Zelda impara, perché alla fine della lezione trova il coraggio di chiederne il titolo al maestro per poterla sentire anche a casa ma lui le risponde che non le fornirà nessun titolo, tantomeno il nome dell’artista perché deve imparare a godere di ciò che arriva casualmente in quel momento, dedicando al piacere di viverlo tutta la sua attenzione.
“Sono certo che durante il mantra non hai fatto che chiederti come avresti potuto fare per sentirlo ancora. In questo modo hai perso attimi di gioia pura dei quali avresti potuto godere”
Zelda arrossisce di vergogna e un po’ di rabbia per essere stata così stupida.
“Non pensare di essere stata stupida perché per quanto tu possa credere di averne la misura, sappi che durante quest’ultima ora lo sei stata molto di più” conclude il maestro.

Sorridere, sempre.

Le settimane si susseguono e con esse le lezioni, Zelda impara a stare ferma durante la meditazione e non sente più la necessità di grattarsi il naso o la schiena. Alcuni esercizi sono davvero difficili ma lei si impegna a farli tutti sorridendo, perché tutti gli altri sorridono e quindi bisogna farlo. Se c’è da essere contenti lei diventa contenta, anche se le sembra un po’ forzata questa storia del sorriso a tutti i costi.
Il maestro ad esempio non sorride o sorride molto poco.
Come mai?
Zelda cerca di ricordare in quale lezione è stata detta la storia del sorriso a tutti i costi, ma non le viene proprio in mente.
Però tutti gli altri allievi sorridono e questo per ora le basta.

Storia del nuovo nome

Un pomeriggio una delle allieve le domanda se ha un nome spirituale.
Zelda non comprende e chiede spiegazioni; la informano che si può avere un nome spirituale che le sarà assegnato da qualcuno di una certa associazione americana dello yoga. Bisogna farne richiesta inviando un contributo pari a 50 dollari e dopo un po’ le verrà comunicato il nuovo nome.
“Ma che ci faccio con questo nome?” domanda lei.
“Sarai ancora più in linea con la tua spiritualità e penserai a te come ad una nuova persona” risponde la segretaria del centro.
Dati personali forniti, contributo pagato e finalmente, dopo circa un mese, le viene consegnata una busta che contiene il suo nome spirituale nuovo di zecca.
Zelda se lo ripete spesso e ne accarezza il significato con la mente. Le piace. Lo confida alle amiche più care e chiede loro di chiamarla in quel modo ma quelle se ne dimenticano e lei si offende.
Una di loro le domanda se davvero sente di essere una nuova persona quando viene chiamata con quel nome e Zelda è costretta a rispondere che no, si sente sempre Zelda.
“Appunto” conclude l’altra.
“Che vuoi dire?” chiede Zelda già sulla difensiva.
“Ma che ne so! Non è che sia pratica di spiritualità, però mi viene da pensare che la serenità, la pace, la realizzazione del sé sono aspetti della vita che bisognerebbe cercare dentro sé stessi, non fuori. Certamente non li troverai in un oggetto come quel rosario che porti sempre al collo, bello per carità e se ti piace sgranarlo fai pure, oppure in un nome spirituale. Se io fossi triste o felice, non è che cambiando nome lo sarei di meno o di più. Ecco.”
“Ecco un corno” pensa Zelda.
Possibile che fosse così semplice arrivarci?
E la sua amica non pratica nemmeno lo yoga!

(continua)

 

 

Milena Maggio
Condividi su:

Milena Maggio

Autrice e blogger

Seguimi anche qui

2 Commenti

  • Roberta

    Grazie 🙏 ❤️

    • Milena Maggio

      🙏🏻♥️

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Parole Gentili

© Tutti i diritti riservati: Parole Gentili di Milena Maggio - 2024 | Privacy Policy & Cookie Policy